Martedì scorso stavamo io e La Classe sopra gli scavi di un’antica città greca, e i discorsi erano più o meno
Io: Oh, ci pensi che un sacco di tempo fa c’era gente che ci camminava qui, ci viveva! Chissà quanta gente s’è innamorata in queste strade, chissà quante vite, quante storie, chissà
G: Embè, pensa a quanta gente ha usato la latrina.
Stendendo un velo pietoso sull’esorbitante romanticismo dei miei amici, stavo pensando, i popoli antichi hanno lasciano a noi umili posteri una colossale quantità di roba interessantissima da esporre nei musei.
Bene.
Ma noi?
La domanda che mi pongo è, cosa esporranno i nostri pro-pro-pro-pronipoti nei musei?
Parabole satellitari rotte? Incarti di Twix? La collezione completa di tutte le stagioni del Grande Fratello?